Nel cuore di Palermo si colloca la Casena di Villa Trabia alle Terre Rosse , costruita nel Settecento da Ignazio  Lucchesi Palli, principe di Campofranco. Nel 1814  Giuseppe Lanza Branciforti, principe di Trabia e Butera, acquistò la Casena ed il giardino che, grazie alle cure del primo giardiniere Vincenzo Ostinelli, diventò un vero e proprio Orto Botanico con circa 2800 specie di piante, molte delle quali esotiche e tropicali, purtroppo oggi ne rimangono soltanto circa 130 specie.

L’ingresso principale,da piazza Luigi Scalia, è annunciato da una cancellata con lo stemma del casato e da due piloni sormontati da gruppi scultorei con due figure femminili e di animali. Proseguendo lungo il viale si incontra il settecentesco ponte in tufo a quattro arcate e il bel gruppo marmoreo con il Glauco, dio del mare che soffia nella buccina, circondato da putti su grandi pesci, attribuito a Ignazio Marabitti. Subito dopo si scorge la facciata dell’edificio d’impianto settecentesco, che si sviluppa in due elevazioni su di una pianta ad U con corte interna. Alla fine dell’800, la struttura ha subito un restauro neoclassico, realizzato dall’architetto Giuseppe Patricolo, il quale eliminò lo scalone esterno,  sostituendolo all'interno, con un elegante scalone  in marmo rosso, impreziosito da puttini in stucco e conferendo all’edificio stilemi tipici del Rococò. Il piano superiore era occupato dalle stanze nobiliari.

Oggi  la Casena, al primo piano, è sede di uffici comunalie del suo originario splendore rimane soltanto l’affresco nella volta dello scalone, qualche camino in marmo e alcune volte con decorazioni in stucco. Il piano terra, per lungo tempo sede di un circolo culturale, è occupato dalle sale della biblioteca multimediale che vanta un cospicuo patrimonio cartaceo e multimendiale.

(*) FONTE: autore dell'immagine del prospetto ad acquerello della Casena arch. Emilio Di Gristina