Ventimiglia, Giuseppe P.pe di Belmonte
Immagine opera

Ventimiglia, Giuseppe P.pe di Belmonte

Vissuto nel 1766 - 1814
Nato a Palermo
Morto a Parigi

Biografia

Principe di Belmonte, patriota. Nato a Palermo il 1766 e morto a Parigi nel 1814. Figlio di una sorella di Carlo Cottone, ebbe con quest’ultimo, una parte importantissima negli avvenimenti, che prepararono la costituzione siciliana del 1812. Ancora molto giovane ebbe agio di compiere numerosi viaggi all’estero, questo gli permise di stringere rapporti stretti e cordiali con i nobili di mezza Europa, s’introdusse infine anche nell’ambiente di corte borbonico , divenendo amico del Principe Luigi Filippo d’Orleans, genero del Re Ferdinando e della Regina Maria Carolina. Tali rapporti, però, s’interruppero a causa della presa di posizione molto dura da parte del Principe di Ventimiglia. Tale sentimento di ostilità maturò nell’ambito delle sue amicizie con cui ebbe occasione di discutere dei provvedimenti ritenuti ingiusti nei confronti della Sicilia. Tali discussioni avvenivano durante riunioni conviviali nel suo magnifico palazzo di via Toledo , (l’attuale Corso Vittorio Emanuele) e nella magnifica villa dell’Acquasanta. Dove convenivano nobildonne , alti prelati e cavalieri che incominciarono a trovare intollerabile i provvedimenti attuati dalla Corte Borbonica che bisognosa di denaro, emanava i famosi decreti arbitrari, che contravvenendo ai patti tra gli stessi Borbone ed il Parlamento di Sicilia, decideva di vessare i siciliani con ulteriori balzelli.. A questo punto come ci riferisce l’Amari : “Non essendo riuscito il Belmonte di riformare i regnanti da cortigiano….prese a farlo nella nobile via della opposizione parlamentare”. La Regina Maria Carolina sentendosi oltraggiata dal Principe ritenuta un amico, lanciò contro il Belmonte, una feroce quanto sarcastica invettiva: ”Quattro abati adulatori, due contesse eccitatrici, son lì mantici feici, dell’eroe di nostra età”. Ma il Belmonte andò avanti nella sua battaglia personale contro i Borbone, affermando quali fossero le sue ardite intenzioni con tali parole: ”Intendo fare il Cristo pel mio oppresso paese , avvenga che può”; e quando gli offrirono i biglietti di una lotteria, bandita illegalmente, ancora affermò: “Se Sua Maestà vuole in dono da me cento onze, non ho difficoltà a dargliele; ma i biglietti della lotteria li rifiuto, prendendoli sanzionerei una violenza”. In seguito alle sue ribellioni, fu arrestato il 19 luglio del 1811, insieme al principe di Villafranca, il Principe di Aci, il Principe di Villaermosa ed il Duca D’Angiò. Questi cinque Baroni furono esiliati presso altre isole siciliane. Una volta liberati, tutti e cinque si misero alla testa del movimento rivoluzionario che condusse il popolo siciliano verso la Costituzione del 1812. Nel nuovo governo , il Principe di Belmonte fu nominato Ministro degli Esteri . Lo zio , il Principe di Castelnuovo, divenne invece Ministro delle Finanze. Ma nel nuovo Parlamento Siciliano si apre ben presto, una lotta intestina tra “Belmontisti” e “Villahermosisti”. Il Belmonte ne esce sdegnato e sfiduciato. Decide pertanto, di ritirarsi a Parigi , dove morirà, poco dopo. Nelle diatribe giornalistiche che si accesero in quegli anni, fra” cronici” e “anticronici”; ( i primi favorevoli alla Costituzione ed i secondi, invece , avversi), Il Belmonte che era il capo dei cronici fu oggetto di satire feroci . Significativa in tal senso la descrizione da parte del Pitrè di un immaginario funerale solenne in onore del Principe che è veramente dissacrante. Un'altra satira lo rappresenta come una specie di dannato dantesco reo di “aver costruito edifici sul vento, rimanendo solo e senza sostegno. Al di là di tali critiche fu uomo di straordinaria lucidità, di grande personalità e sarebbe ingiusto non riconoscergli un ruolo fondamentale che effettivamente ebbe nel movimento rivoluzionario in Sicilia.

OPERE CONSULTATE:

“Dizionario del Risorgimento italiano : dalle origini a Roma capitale, fatti e persone” Milano : F. Vallardi, 1930. Coll.: CXVIII – 136.

- Confederazione fascista dei professionisti e degli artisti. “Dizionario dei siciliani illustri”. Palermo : F. Ciuni, 1939. Coll.: XI – A – 13.

 

Scheda biografica curata dalla dott.ssa Concetta Di Benedetto