Vaccarini, Giovanni Battista
Immagine opera

Vaccarini, Giovanni Battista

Vissuto nel 1702 - 1768
Nato a Palermo
Morto a Milazzo

Biografia

Architetto. Nato a Palermo nel 1702, morto a Milazzo il 12 febbraio 1768. Alessandro Giuliana Alajmo, in uno studio del 1950, ha pubblicato una serie di documenti dai quali si evince che il Vaccarini nacque a Palermo dall’intagliatore in legno, Gerlando e da Francesca Mancialardo. Il 13 febbraio 1702 fu battezzato nella parrocchia di Sant’Antonio Abate e morì in Palermo (e non a Milazzo come per lungo tempo si è creduto), l’11 marzo 1768. Venne tumulato il giorno successivo nella Chiesa di Santa Ninfa, detta dei “Crociferi”, in via Maqueda. Fu allievo di Luigi Vanvitelli (Napoli, 1700 - Caserta 1773). Da giovane si dedicò allo studio della teologia e alle ricerche scientifiche; indossò l’abito talare, ma la vocazione artistica ebbe, poi, il sopravvento. Per la sua competenza, specialmente nel campo idraulico, gli fu conferita la carica di “architetto primario” dal Senato di Palermo. Fu quindi chiamato a Roma dal Cardinale Ottoboni e poté così studiare le opere del Bernini e del Borromini, che, per il resto della sua vita, rimarranno costanti modelli. Sempre a Roma frequentò 1’accademia di San Luca. Si può considerare il ricostruttore della città di Catania, distrutta dal terremoto dell’11 gennaio 1693. Infatti, qui, a causa dell’evento catastrofico venne chiamato dal vescovo Pietro Galletti per la ricostruzione della facciata della Cattedrale crollata insieme a gran parte della città. Ivi si fermò per oltre un trentennio e per le sue benemerenze verso la città gli venne conferita la cittadinanza onoraria nel novembre del 1735. Delle sue opere rimangono a Catania dei veri e propri gioielli di architettura; tra le sue opere più importanti si annoverano: la chiesa di Sant’Agata, la chiesa di San Giuliano, il Collegio Cutelli. Nel 1734 iniziò il prospetto della Cattedrale; suo anche il progetto del Palazzo del Comune, del Palazzo Valle e del della Piazza del Municipio. Nel 1736 elevò la fontana dell’Elefante della quale disegnò il piedistallo. Suoi anche il Palazzo Asmundo, il Palazzo Paternò Castello. Iniziò e lasciò incompiuto il palazzo di Don Giacomo Hernandez. È suo anche il Labirinto che trovasi dentro il Giardino Bellini realizzato per conto di Don Ignazio, principe di Biscari. Costruì anche il Palazzo Reburdone, il Palazzo Serravalle e la corte con portico circolare del Collegio Cutelli. Fece inoltre il piano regolatore della Maddalena, il progetto del rettifilo di Primosole e del ponte San Paolo, nonché quello del ponte di Pettineo. Altre opere si trovano in altre località della Sicilia: a Nicolosi fece la Chiesa Madre, costruita prima del 1747, anno in cui si allontana da Catania per Palermo per non ritornarvi, se non saltuariamente. A Palermo abiterà nel Cortiglio delle Rose. Fu cognato di Gaspare Serenario. Fu anche abile decoratore, e a testimonianza di ciò rimangono i decori del salone principale della biblioteca del Convento dei Benedettini, in Catania. Di lui, il Bottari dice: “le sue opere attingono il calore dal vivo amalgama di elementi borrominiani e di elementi locali e presentano un vigoroso e fresco adattamento alla tradizione; nelle sue opere più tarde, invece, sugli elementi accentuati prevarranno le forme del Vanvitelli nelle quali si coglie più di un annunzio al neoclassicismo”.

Opere consultate


Dizionario dei Siciliani illustri”, Palermo, 1939, collocazione XI. F. 248.-

Sarullo Luigi
Dizionario degli artisti siciliani”, vol. I, Palermo 1993, collocazione XLVI. F. 609, I.-

 

Scheda biografica curata dalla dott.ssa Concetta Di Benedetto