Tardia, Francesco
Immagine opera

Tardia, Francesco

Vissuto nel 1732 - 1778
Nato a Palermo
Morto a Palermo

Biografia

Erudito, letterato, glottologo. Nacque a Palermo nel 1732. Fu nel 1767 prefetto dei Pubblici Studi di Palermo, nel 1773 rettore del seminario dei nobili, quindi bibliotecario della Libreria del Comune di Palermo (oggi, Biblioteca Comunale). Molto versato nelle lingue orientali, si dedicò allo studio non solo della lingua greca, araba ed ebraica, ma anche a quello dell’alfabeto fenicio, grazie a una minuziosa ricerca compiuta sulle monete puniche e un’attenta analisi di varie iscrizioni provenienti da Malta, Erice e Palermo. Attese proficuamente, anche, allo studio dell’ermeneutica sacra, promuovendo incontri e seminari con vari rappresentanti del mondo ecclesiastico, “affinché le menti degli ecclesiastici, deposte le nullità scolastiche, si nutrissero di fatti, e di fatti utili alla nostra religione” (D. Scinà: Prospetto della storia letteraria di Sicilia nel secolo XVIII, vol. II, pp. 172, Palermo, 1859). A tale proposito, il Tardia collaborò a un giornale ecclesiastico il cui principale estensore fu G. E. Di Blasi. Questo giornale trattava la storia ecclesiastica di Sicilia, temi religiosi e morali. Il giornale non ebbe lunga vita. In seguito, però, Francesco Tardia assieme ad altri personaggi illustri, tra cui Tommaso, Giacomo Gerardi, Giovanni D’Angelo e Cipriano, Domenico Schiavo, p. Salvatore Di Blasi Casinese, Gabriello Lancellotto Castelli principe di Torremuzza, fu tra i fondatori dell’accademia che nacque all’interno della Biblioteca Comunale di Palermo con lo scopo di correggere e continuare la “Bibliotheca Sicula” del Mongitore e la “Sicilia sacra” del Pirri. Fu, anche, canonico titolare di Mazara e beneficiale della chiesa di S. Matteo. Francesco Tardia morì a Palermo il 20 febbraio 1778, all’età di 46 anni.

Opere:

- Orazione funerale recitata nelle solenni esequie di mons. Michele Schiavo vescovo di Mazara nella chiesa del monastero di San Giuliano, in fol., Palermo, 1773.

- Descrizione della Sicilia cavata da un libro arabico di Sherif-Elidris, corredata da prefazione ed annotazioni, in 4°.

Il Tardia lasciò mss. le seguenti opere, che si conservano nella Biblioteca Comunale:

- Diplomi vai greci, arabi e latini tradotti ed illustrati, ai segni Qq. E. 170-171; Qq. E. 175

- Notizie dagli antichi ospedali di Palermo, e diplomi appartenenti ai medesimi, ai segni Qq. E. 159-161.

- Documenti varii appartenenti alla storia di Sicilia, in 4°, ai segni Qq. C. 17 a-b.

Opere consultate

Guardì Saverio
In obitu canonici Francisci Tardiae idillium” in “Opuscoli di autori siciliani”, tomo XIX, p. 331-336. Coll.; X. C. 19.-

Mira Giuseppe Maria
Bibliografia siciliana”, vol. II, pp. 396-97, Palermo 1881. Coll.; XLVI. D. 1056, II a.-

Scinà Domenico
Prospetto della storia letteraria di Sicilia nel secolo XVIII”, vol. II, pp. 70, 110-112, 172, 196, Palermo 1859. Coll.; XLVI. F. 301, n. 7, I, II, III.-

 

Scheda biografica curata dalla dott.ssa Concetta Di Benedetto