Fortino, Anna
Immagine opera

Fortino, Anna

Vissuto nel 1673 - 1749
Nato a Palermo
Morto a Palermo

Biografia

Anna Fortino. Pittrice, modellatrice in cera, poetessa. Nata a Palermo nel 1673 e ivi morta il 1749. Studiò da giovanissima, disegno e pittura sotto la guida di Rosalia Novelli. (Non tutte le fonti però concordano, anche per l’età avanzata della Novelli, età che le avrebbe impedito di dedicarsi all’ insegnamento). Apprese anche l’arte della musica e della poesia. Paolo Giudici riporta come certa la notizia che vuole la Fortino allieva ed emula di Giacomo Serpotta , da cui apprese la tecnica degli stucchi. L’arte, infine di modellare la cera , in cui divenne esperta raffinata e apprezzata, la intraprese grazie a due valenti maestri: Gaetano Zummo e Zamiano.
Anna Fortino acquistò, pertanto, grande fama . Suo un presepe, donato a Re Filippo V di Spagna, e che si apprende dalle cronache del tempo, lui serbasse come cosa oltremodo preziosa. Diversi furono anche i monasteri, case aristocratiche come ad esempio, il Marchese Guccia , presso la la cui magione, gli ospiti ammiravano pieni di ammirazione le belle statuine di cera della Fortino. Anche i padri gesuiti tenevano nella loro Chiesa, un Bambino Gesù, così come Agostino Gallo che possedeva invece, un ritratto eseguito dall’artista e che ritraeva il suo antenato Pietro. La Fortino fu anche autrice di una Beata Vergine presso la Chiesa di S.Maria del Porto. Uno dei capolavori attribuiti alla Fortino è certamente la S. Agata, che la principessa Annetta Turrisi Colonna acquistò come modello artistico. La stessa principessa né scrive nell’ “ Effemeridi scientifiche e letterarie per Sicilia ”, descrivendola così: “ E’ una giovane incatenata nel collo e nei polsi, ella piega dolcemente la testa sulla spalla dritta, soffre acerbo lo spasimo per le piaghe nel petto; bella nell’ istesso dolore, non chiede soccorso né vendetta, come sicura d’imminente guiderdone. L’attitudine della Martire è nobilmente scelta, e ricorda l’Andromeda del Van Dick, qui è passione verissima, non delirio: Ella soffre ma non contorce il volto, non perde la calma de’ Santi; schiude la bocca, e non un lamento, ma par che metta un dolcissimo sospiro: nei languidi occhi poi è tutta l’ anima. ” Altra opera ritenuta di straordinaria bellezza è “ La Distribuzione del pane ” che ha come soggetto S. Benedetto che distribuisce appunto, il pane mistico ai capi degli ordini monastici. Di tale opera , Agostino Gallo ne fa un elogio, sottolineando che La distribuzione del Pane della Fortino pur avendo preso a modello la tela di Pietro Novelli e pur nella diversità delle tecniche ( L’una del Novelli è pittura, l’ altra è scultura in cera) è egualmente bella e di pregio. L e fonti riportano poche notizie circa la sua vita, ma tutte concordano nel volerla dedita agli studi, gentile d’animo, caritatevole. Si apprende che andò in sposa ad un tale Antonio Bonanno, chimico e farmacista di discreta fama. Rimasta vedova del Bonanno, sposò un tale di cognome Costantino. Morì l’otto ottobre 1749, a settantasei anni.


Opere consultate:


- Stefano Mira e Siringano, Marchese di San Giacinto. Biografie e cose varie. Palermo. Tip. del Giornale di Sicilia Coll.; XLVI D 281
- Mongitore Antonio. Memorie dei pittori, scultori, architetti, artefici in cera siciliani. Palermo: Flaccovio, 1977. Coll,; XLVI C 497

 

Scheda biografica curata dalla dott.ssa Concetta Di Benedetto